50 Cent Bulletproof G-Unit Edition



50 Cent: Bulletproof è una versione fittizia della vita della star hip-hop. Percorri un sanguinoso cammino fra la corruzione e i loschi traffici dei boss della droga di New York impersonando 50 Cent in lotta contro le famiglie criminali più pericolose della città, alla scoperta di una cospirazione dalle implicazioni devastanti. 50 Cent è una delle figure chiave del panorama musicale contemporaneo e ha deciso di estendere le sue ambizioni con 50 Cent: Bulletproof. "Ho intenzione di scuotere il mondo dei videogiochi come ho fatto col mondo del rap; il mio gioco è come la mia musica: non risparmia nessuno". Caratteristiche: una versione fittizia della vita della superstar; percorri le sanguinose vie della criminalità di New York; scritto dal vincitore dell'Emmy Award Terry Winter (scheda di DB Line).
GTA: Vice City Stories




Circa un anno fa Gran Theft Auto Liberty City Stories vide la luce sul portatile Sony: si trattava semplicemente del riproponimento migliorato parecchio di GTA 3 uscito cinque anni fa per la maggiore Ps2. In questi giorni ha fatto la sua comparsa sugli scaffali il seguito di quell’episodio: Gran Theft Auto Vice City Stories, che ricalca quel Vice City (a detta di molti il migliore della serie di GTA) che tanto ci ha fatto apprezzare Tommy Vercetti e tutto il cucuzzaro di malavitosi che ci ruotavano intorno.
Il tempo passa, Vice City no
Sicuramente, in questo istante, una domanda vi balenerà per la testa: si tratta di un porting ripreso pari pari da Ps2 ? La risposta è tanto veloce quanto semplice: no. Vice City Stories riprende solamente la tipologia e la geografia della città vista nella controparte per la console maggiore targata Sony, Xbox e PC. Tutta la storia cambia, aggiungendo qualcosa e rendendo il tutto tipicamente GTAniano. Il protagonista non è più Tommy Vercetti, o un altro mezzo mafioso dello stesso stampo, bensì un soldato di colore, Victor Vance, impegnato, almeno inizialmente, a portare a termine missioni non proprio ortodosse di un superiore pervertito. In particolare, in una delle missioni iniziali, giungerete sullo yatch del classico spacciatore, cadendo poi in acqua a causa di un assalto imprevisto, nel vecchio Vice City, sareste automaticamente affogati. Invece, con grande sorpresa, Vic riesce a nuotare così come ce la fa CJ in San Andreas(unica somiglianza tra i due, dato che Vic non può nè implementare le proprie caratteristiche fisiche, nè tantomeno le abilità di guida). Le missioni, ancora selezionabili liberamente recandosi dai cattivi di turno, ricalcano quanto visto in Liberty City Stories, ovvero sono sostanzialmente brevi, anche se di buon impatto ludico, adattandosi appieno allo spirito delle console portatili. La città non è visitabile da subito interamente ma, ricalcando il classico spirito di GTA, portando a termine le missioni, sarà possibile sbloccare le zone inizialmente chiuse. L’anima della serie è stata riportata anche qui, per l’ennesima volta dopo LCS: rubare auto, compiere violenze di ogni sorta, svolgere missioni da vigilante se si ruba un mezzo delle forze dell’ordine, oppure curare qualcuno che si è infortunato nel caso che il mezzo rubato sia un’ambulanza. Ricordate il garage Pay’n Spray, Ammunation (il negozio di armi), i manufatti da ricercare, le evoluzioni da compiere con moto (impennate e freestyle) e auto ? Ecco, Vice City Stories è ancora questo. Non mancano certo le armi non convenzionali come i lanciafiamme, le moltov, i fucili e tutto quello che può servire per distruggere il resto della popolazione che cammina pacifica per le strade di Vice City. Ecco, questo è ciò che è Vice City. Tutto qui ? Ebbene sì, non si va oltre i soliti stereotipi visti nei precedenti episodi dato che, l’unica miglioria realmente praticata è stata la già citata capacità di nuotare e da quanto vado a enunciare di seguito.
Una cosa interessante è il modo impero, che vi vede impegnati nel fare di Vic un bravo imprenditore, in grado di acquisire guadagni dalle diverse strutture conquistate. Ogni giorno verrà versata una certa somma di denaro sul vostro conto senza dover passare, come in Vice City, nel luogo dove si trova l’immobile. Come si prendono questi immobili ? In Vice City Sotries la risposta è solo una, con la forza. Prima di tutto dovrete entrare nello stabile, ucciderne gli occupanti e, in un secondo momento potrete decidere se acquistarlo o meno. In un secondo momento dovrete gestire quale sia la genuina attività da aprire: salumiere ? No. Edicolante ? No. Potrete selezionare, bensì, altre attività come prostituzione, spaccio di droga e altre quattro attività che lascio scoprire a voi. Il vostro impero si può espandere su tutto il territorio della ridente città dal sapore californiano, ma questo potrebbe dar fastidio a molte persone e soprattutto a gangs rivali. Il vostro compito, in questo caso, sarà quello di giungere nei territori interessati per sedare le risse. Nel caso non arrivaste in tempo, il vostro edificio subirà danni e a voi non toccherà altro che pagare per la ristrutturazione. Forse inizialmente il fatto di dover difendere le proprie attività, facendo così divenire quasi una sorta di manageriale semplificato il titolo, potrebbe interessare molti, ma dopo un po’ che ci giocherete, capirete che forse è meglio pagare qualcosa pur di non dover correre da una parte all’altra della città.
In questo episodio fanno la loro comparsa alcuni mezzi alternativi, non presenti in LCS: l’elicottero, le barche, gli sci acquatici dove il buon Vic si potrà esibire per il nostro diletto o per necessità. Altre novità sono rappresentate dalle bustarelle, presenti fuori dall’ospedale e che mediante una discreta somma, permetteranno di riavere le armi perse prima di essere morti o catturati. Sempre fuori da dipartimenti di polizia e ospedali, troverete un taxi pronto a riportarvi sul luogo dell’ultima missione che avete tentato di portare a termine. Ancora è presente una nuova abilità: gli automezzi non si fermeranno di fronte a voi, ma vi potranno investire. In questo caso, premendo repentinamente il pulsante quadrato, potrete evitare una stiratura imprevista.
La città vive di vita propria, forse ancora di più rispetto alla quasi spenta Liberty City: vi capiterà dio incontrare gente che parla per strada, inseguimenti della polizia, incidenti con relative reazioni dei passanti: il tutto sembra vivere indipendentemente dal vostro passaggio.
Nonostante questo e le classiche caratteristiche di GTA (la grande libertà di azione, la longevità e la grandezza della città), Vice City Stories incontra qualche difficoltà. Forse per una storia non troppo coinvolgente almeno all’inizio, forse per il fatto ceh ci troviamo di fronte all’ennesimo GTA. Forse la curiostià, dato che alla fine ci si basa sempre su un modello ispirato a GTA III, è quasi del tutto svanita con Liberty City Stories ? Non si sa, però prendete, ad esempio, il linguaggio scurrile e il turpiloquio: nei primi episodi ha fatto scalpore, ma ora non è nemmeno più divertente ed è quasi fastidioso.
Nonostante queste considerazioni, resta da dire che la qualità che contraddistingue un titolo Rockstar come GTA, si fa sentire.
Giocare in strada
La giocabilità di Vice City Stories si attesta su buoni livelli, molto simili a quanto provato in Liberty City Stories: l’analogico viene impiegato per guidare e muovere il protagonista, il direzionale per selezionare le armi o attivare le missioni, X per correre o accelerare, quadrato per saltare e frenare, triangolo per rubare i mezzi, R per il freno a mano, L se pressato mentre si muove l’analogico permette una rotazione della telecamera. A parte qualche errore della telecamera, risolvibile premendo L, la giocabilità, dimenticando comandi cervellotici, si adatta alla perfezione su PSP, grazie proprio alla semplicità tipica della serie.
La longevità è assicurata dalla presenza di moltissime missioni in single player e in centinaia di sottomissioni. La possibilità di creare un proprio impero agevola ancora la voglia del giocatore di restare attaccato al portatile Sony. Il multiplayer, anche stavolta è ben curato, proponendo dieci modalità di gioco dove potranno partecipare un massimo di 6 giocatori. Le modalità classiche sono rappresentate dal deathmatch, dal cattura auto (una sorta di bandiera), ma anche altre più aprticolari come VIP RIP che prevede di girovagare per la città alla ricerca di alcune cartelle. In un’altra modalità dovrete conquistare un carro armato prima degli altri giocatori umani, in modo da distruggerli in poco tempo. Peccato manchi una modalità online, che avrebbe sicuramente incrementato notevolmente la longevità.
Una bella città
Giocando a GTA Vice City Stories, vedrete subito come questo titolo sia nettamente superiore rispetto al predecessore. Partendo dai personaggi, noterete come i volti siano più dettagliati, le texture più complesse e le movenze meno legnose a favore di un maggiore realismo. I cittadini hanno aspetti più vari, in base alla zona in cui si trovano: nel porto troverete molti operai, sulle spiagge ragazze e uomini in costume e via dicendo. Sono questi tocchi di classe che danno quel qualcosa in più alla serie GTA, quel qualcosa che non è presente nel gran numero di cloni che sono stati creati appena dopo GTA 3. Gli edifici, nonostante siano composti da pochi poligoni, risultano meglio caratterizzati, con un maggior dettaglio, così come gli automezzi e gli effetti di luce su di essi che sono stati notevolmente implementati. Per farvi capire come il sole influisca sul paesaggio, ricoprendo ogni cosa prima di sparire durante il tramonto, provate a guardarlo: vi abbaglierà davvero. Il lavoro è notevole, anche se avremmo preferito vedere più negozi, almeno come quelli visti in San Andreas (forse sto chiedendo troppo ?) . L’effetto luce sull’acqua è una chicca, anche se l’acqua non è di buona fattura come quella vista in Killzone.
La colonna sonora, come d’abitudine della serie, è rigorosamente non originale, a parte il motivetto di apertura, e ripropone tanti brani tipici degli anni ’80 di gruppi come i Depeche Mode, i Kiss e i Genesis. Per quanto riguarda gli effetti sonori, c’è da dire che la città si fa proprio sentire, tramite una serie di voci che si intrecciano al rumore delle automobili, alle urla e al rumore dei tamponamenti e dell’arrivo di polizia, vigili del fuoco e ambulanze: tutto si miscela in una quasi perfetta sintonia. Si sarebbe potuto curare un po’ di più il parlottio presente nelle strade, ma non si può pretendere tutto. Il doppiaggio, completamente in inglese (ma con i sottotitoli in italiano, tranquilli) è ben fatto e si arricchisce di quelle espressioni e accenti che compongono il gergo della città di Vice City.
Dopo un anno, ancora GTA su PSP. Non che ci sia nulla di male, intendiamoci, però se cercaste un titolo innovativo, non lo trovereste qui. In Vice City Liberty City Stories, avrete altresì una grande città da visitare, da conquistare; un personaggio che, benché privo del carisma del grande Tommy Vercetti, riuscirà a far ripagare i soprusi subiti. Se a tutto questo aggiungete un buon comparto tecnico, una serie di mosse innovative (sono presenti alcune prese tipiche dei militari, assenti in vice City), avrete tra le mani l’ennesimo gioiello di Rockstar. Sarò sincero, non l’ho atteso come Liberty City Stories, che, al momento dell’uscita su PSP, aveva fatto gridare al miracolo in molti. Però devo dire che, nonostante un inizio mezzo deludente (sapete, ubbidire agli ordini di un maggiore dell’esercito depravato non è il massimo), l’ennesimo GTA è riuscito a conquistarmi. Forse perché ritengo tutt’ora Vice City per Ps2 come il migliore episodio della serie, forse perché GTA non può non piacere, prima o dopo. Certo se ci fosse stata maggiore innovazione, avrei apprezzato di più questo titolo, che alla fine ripropone cose già viste, però non mi posso lamentare. Come non si dovrebbero lamentare tutti coloro che cercano un gioco in grado di conquistare e di far passare tante piacevoli ore in compagnia della propria PSP. L'esperienza di Vice City, fà capire come, ancora una volta, sia la città la vera protagonista, un territorio in cui noi siamo solo degli spettatori attivi ma che dà l'idea di poter proseguire nella sua routine anche senza la nostra presenza.
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Auto sportive, auto street, stock cars, 4x4, beach buggies, lowriders e muscle cars sono solo alcuni dei modelli di Micro Machines che guiderete su strade improvvisate intorno alle casa di Micro Machines, nel giardino e - per la prima volta - anche all'esterno!
I fans dei classici giochi della serie Micro Machines ritroveranno alcune delle arene di gioco che hanno fatto la storia della saga. Curvate intorno al tavolo della colazione facendo attenzione ai cereali versati, sgommate attraverso la cucina saltando il tostapane, accelerate intorno al tavolo da biliardo (evitando le pericolose buche) o sgasate mentre correte intorno al bordo vasca, stando attenti alle pozze d'acqua (evidentemente qualcuno ha lasciato il rubinetto aperto).
Così come le ambientazioni famigliari, Micro Machines v4 permetterà di espandere l'universo motoristico come mai visto prima nella serie. Esplorate oltre la casa e il giardino e scoprite come è divertente guidare sui tetti, nelle serre, nel supermarket, nel museo o nella fattoria!
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Purtroppo proprio nel reparto controllo si riscontrano i primi difetti: non avendo la possibilità di roteare la telecamera a proprio piacimento e con un analogico piuttosto impreciso e comandi che riscontrano un piccolo ritardo tra pressione e azione. L’imprecisione, suo malgrado, è un neo non indifferente dato che in molte occasioni la precisione potrebbe essere decisiva riguardo la vostra permanenza nel gioco: per esempio nell’ospedale dovremo passare sopra lettini e cadaveri che galleggiano in una pozza d’acqua elettrizzata da un defibrillatore. Naturalmente, nel caso cadiate in acqua, perdereste energia e, a causa dell’imprecisione, questo evento è più che probabile. Quindi ci troviamo di fronte a un gioco parzialmente difficile ma non per la sua natura o complicatezza degli enigmi, ma per un errore nella calibratura del sistema di comando il che, se permettete, è davvero grave. Altra pecca consiste nella i.a. dei nemici, che risultano rintronati, attaccandovi con una foga assurda, disordinata e priva di una strategia, ma facilmente eliminabili dalla vostra pistola a razzi. Altra pecca è rappresentata dal fatto che quando un nemico vi spara, difficilmente potrete evitare i colpi e questo è riconducibile alla imprecisione nei comandi.
Sottile comicità
Anche se avrete sicuramente notato molti difetti, la cattiveria presente nel cartone animato è riproposta fedelmente all’interno di questo gioco. Scritte irriverenti, insulti alle varie classi sociali, battute di dubbio gusto, parolacce, rispecchiano chiaramente ciò che si è visto negli episodi animati. Alcuni esempi sono quelli visti nell’ospedale dove manifesti incollati al muro invitano al suicidio, dove Stewie balzando sulla pancia di alcune donne incinte, ne farà uscire bambini dal volto noto (Quagmire e Cleveland) o missili per sfondare alcune zone. Vi accorgerete anche dello scherno posto per alcuni luoghi comuni come l’omosessualità delle carceri, il razzismo e l’alcolismo. Forse un po’ eccessivo, però di sicuro impatto, questo linguaggio diretto, irriverente e politicamente scorretto, ha portato il gioco a essere vietato ai minori di diciotto anni. Strano per un cartone animato che veniva programmato nel primo pomeriggio.
Nel cartone animato
A livello grafico, ci troviamo di fronte a una grafica in cell shading che rende bene l’idea della serie animata e riproduce fedelmente personaggi e ambientazioni. I personaggi sono, per l’appunto, ben caratterizzati con espressioni variabili e atteggiamenti divertenti. Per la verità non sono composti da molti poligoni, ma le texture colorate riescono a sopperire a tale perdita. I personaggi sono tutti presenti, compresa la Morte, il già citato Quagmire, Cleveland, Joe e il resto dei pazzi scatenati cittadini di Quahog. Gli ambienti, da casa Griffin agli altri edifici di Quahog, sono ben ricreati con forti marcature nei contorni ma con colori che altro non fanno se non appagare l’occhio. Purtroppo bisogna notare la presenza di qualche bug di troppo come lo sprofondamento del personaggio in alcuni muri e alcuni poligoni di troppo. La telecamera è fissa, rendendo difficile alcune sezioni platform e stealth.
Il sonoro è ben curato con doppiaggi credibili in lingua in originale, con uno Stewie dal tipico accento britannico (a differenza degli altri personaggi spiccatamente americani). Ci sarebbe piaciuto l’incomparabile doppiaggio italiano e Peter che dice: ‘Oh cacchio, Lois !”. Le musiche sono ben rimasterizzate e pulite, capaci di far assaporare lo spirito delle puntate. Non aspettatevi una colonna sonora epica ma qualcosa capace di adattarsi al contesto in cui viene inserita.
La longevità resta in stretto contatto con la giocabilità: essendo quest’ultima davvero pessima, non so in quanti resisteranno alla voglia di spegnere la console. Forse i fan più accaniti saranno portati a proseguire, ma gli altri dimenticheranno in fretta questo gioco.
Il tentativo di riproporre lo spirito della serie animata della famiglia Griffin in un videogioco è stato un successo a metà: da una parte il lato tecnico risulta quanto di più vicino ci possa essere al cartone animato. Da un’altra parte, la giocabilità e il gioco in sé lascia intendere come i ragazzi di High Voltage Soft. abbiano penalizzato il gameplay per favorire l’estetica. Questa miscela, utilizzata da moltissimi tie-in, può andare bene per i veri appassionati del cartone animato, ma rischia di perdere punti sui videogiocatori più esperti.
Il gioco in sé non raggiunge la sufficienza, nonostante sia notevole lo sforzo dei programmatori di riproporre per intero tutto l’universo dei Griffin. Certo, gli appassionati possono aggiungere tranquillamente un punto, ma penso che anche loro, a breve termine, abbandoneranno l’UMD.
Un’occasione mancata per High Voltage, vediamo se le critiche serviranno a migliorarne il probabile seguito.






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